Le più belle edizioni di Alice nel Paese delle meraviglie

by Erjola Jaho

Le più belle di Alice nel paese delle meraviglie, quali sono?

Il libro di Alice nel paese delle Meraviglie è stato scritto più di 150 anni fa. Un grande caso editoriale dal successo secolare. Successo esteso in tantissimi medium artistici tra i quali senza dubbio i più importanti sono quelli cinematografi. Dal primo film del 1930 del cinema muto, al famoso film della Disney del 1951 ci sono almeno altre 50 produzioni importanti che trasportano Alice dalle pagine del libro a schermi e palcoscenici. Ultimamente Alice sta facendo un grande salto alla rovescia, dal cinema, di nuovo sulle pagine dei libri. Tra le tante pubblicazioni vi mostrerò alcune delle più belle edizioni di Alice nel paese delle meraviglie.

Charles Lutwidge Dodgson, o meglio conosciuto come Lewis Carroll, autore della famosa opera letteraria, era un professore di matematica e logica, timido e di pochissime parole. Di questo fatto abbiamo una testimonianza importante, quella di Mark Twain che nelle sue memorie scrive:

“Abbiamo incontrato molte altre persone interessanti, tra cui Lewis Carroll, autore dell’immortale “Alice” – ma era interessante solo da guardare, perché era l’uomo adulto più sciocco e timido che abbia mai incontrato. Durante tutta la serata non ha detto più di 5 cose e non ha elaborato nessuna di esse”.

Forse non era la persona perfetta con la quale conversare, ma l’opera da lui scritta ispira conversazioni bellissime, come quella abbiamo fatto insieme a Stefania Ciocca che potete trovare qui. Stefania è consulente e lettrice editoriale, formatrice e libraia specializzata nella letteratura per ragazzi che sa sempre trovare una lente che cattura dettagli importanti.

Con Stefania abbiamo parlato di alcuni aspetti importanti delle edizioni di questo classico per ragazzi. Senza dubbio uno degli elementi che personalmente trovo estremamente affascinante sono le illustrazioni della stessa opera da artisti diversi. Sul suo blog Stefania parla in maniera approfondita di questo elemento tanto importante e interessante quanto l’opera scritta.

Un libro importante, che è (usando le parole dello stesso Lewis Carroll)

“[…] un libro che serve per dare la possibilità di aggiungere un pezzo importante alla tua scorta di delizie mentali”.

In questa affermazione per nulla modesta l’autore ci serve una grande verità. Un vocabolario che ci serve per tradurre la storia di Alice.

Alice nel paese delle meraviglie è una metafora del passaggio dall’infanzia all’età adulta. È la storia di una bambina che annoiata a morte dalla lettura di un libro senza figure, finisce in un mondo pieno di meraviglie, addentrandosi alla tana del coniglio, simbolo dell’avventurarsi nell’ignoto. Un mondo popolato da personaggi bizzarri che sfidano e vengono a loro volta sfidati da Alice. Un manifesto sull’identità, l’infanzia e lo scontro delle generazioni.

Ecco alcune delle edizioni più belle di Alice che troverete nelle librerie italiane:

  1. Alice nel paese delle meraviglie-Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò. Edito da Mondadori . Tutti e due i libri di Lewis Carroll in un’edizione bellissima dalle grandi dimensioni, con le illustrazioni originali di John Tenniel, in versione a colori e un’introduzione di Philip Pullman.

2. Alice Nel paese delle meraviglie edito da Rizzoli, illustrata dalle raffinate tavole di Rébecca Dautremer che si contraddistingue per uno stile futuristico e colori dai toni profondi. Dautremer reinventa esteticamente e semanticamente Alice.

3. Alice nel paese delle meraviglie-Al di là dello specchio edito da Ippocampo . Illustrata da Minalima. Miraphora Mina e Eduardo Lima, noti per la loro decennale partecipazione ai film della saga di Harry Potter. È considerata da tanti come una delle più belle edizioni illustrate di Alice nel paese delle meraviglie. La loro grafica è caratterizzata dai giochi cartografici e elementi interativi come le finestrelle o pop up. Anche Questo volume comprende tutti e due i libri scritti da Carroll.

4. Alice nel paese delle meraviglie edito da Ippocampo illustrata da Benjamin Lacombe. Non è solo a mio parere e gusto personale una più’ belle versioni versioni illustrate di Alice di sempre, ma anche una delle più interessanti e complete di informazioni bibliografiche. La Alice di Lacombe ha grandi occhi luminosi, sguardo melanconico e pelle di porcellana in pieno stile Lacombiano. Tuttavia, Lacombe rispetta non solo la storia e il volere di Caroll di rappresentare Un Alice bionda, ma rende anche omaggio alle illustrazioni originali riempendo tante tavole di disegni che ricordano Tenniel.

5. Alice nel paese delle meraviglie, edito da Il castoro, illustrata da Chris Riddell. In questa edizione illustrata, Chris Riddell ci offre una interpretazione nuova degli indimenticabili personaggi di Lewis Carroll. Ci accompagna generosamente in ogni pagina con le sue illustrazioni dinamiche. Una delle versioni di Alice nel paese delle meraviglie più illustrata di sempre. Una delle migliori in assoluto anche per quanto riguarda il formato.

6. Alice nel paese delle meraviglie, edito da Rizzoli, illustrata da un’icona della letteratura dell’infanzia, la grande Helen Oxenbury. In questa edizione Alice ha attraversato i secoli, lasciando alle spalle l’epoca vittoriana nella quale è nata per prendere le sembianze di una bambina dei nostri tempi. Un approccio pensato appositamente non solo per rinfrescare Alice ma unire l’universalità del libro che non conosce tempo anche alle illustrazioni. Una nuova immagine in qui rispecchiarsi e riconoscersi. Con estiti moderni e scarpe da ginnastica si parte per il Paese delle Meraviglie.

Anche se non sono stati tradotti (ancora) in italiano, le seguenti edizioni in lingua inglese non possono non essere menzionate in quanto sono sicuramente tra le più belle edizioni di Alice.

7. Alice nel paese delle meraviglie illustrata da Anthony Browne. Uno dei nomi più celebri della letteratura dell’infanzia. Un icona nel mondo degli albi illustrati porta una Alice vibrante, con tutti gli elementi surrealisti che formano la sua arte.

8. Alice nel paese delle meraviglie illustrata da Julia Sardà. Artista spagnola dal stile inconfondibile. Lei ha la capacità di creare scenari drammatici grazie solo al perfetto utilizzo delle tonalità scure.

9. Alice nel paese delle meraviglie illustrato da Robert Ingpen entra in quella categoria di imperdibili appena sfogli le prime pagine. Dopo Riddell mantiene lui il record per il maggior numero di tavole illustrate. La mancanza dei libri illustrati da Ingpen Nel mercato editoriale italiano é inspiegabile. Vincitore del celebre premio Andersen come miglior illustratore nell’anno 1986, Robert Ingpen ha illustrato numerosi classici per ragazzi, tra i quali “L’isola del tesoro”, “Il libro della giungla”, “Peter pan e Wendy”, “Lo schiaccianoci”, Il giardino segreto e tanti altri.

Come ha evidenziato anche Stefania nella nostra chiacchierata su Alice e sottolinea e approfondisce nel suo blog, la sua immagine la troviamo in coloriti diversi. Nella maggior parte dei casi la troviamo bionda come Tenniel l’aveva illustrata, basandosi sul manoscritto di Carroll. In altre la troviamo mora con il tipico taglio della vera Alice. La maniera nella quale viene rappresentata racconta il percorso personale di ogni illustratore. La sua relazione con il libro; seguendo la genesi dell’immagine originale restando fedele all’opportunità suo autore oppure trasportano la storia in un piano più concreto, legando alla biografia di Caroll e la storia della creazione del libro. Non sono pocchi gli illustratori che hanno scelto una via di mezzo presentando semplicemente un Alice che nasce nella loro immaginazione.

Questo fattore tuttavia rimane sempre puramente stilistico e non cambia l’idea della storia. In realtà sono le illustrazioni che presentano scenari diversi oppure personaggi completamente nuovi che cambiano non poco la narrazione e la percezione emotiva del libro.

La versione di Rebecca Dautremer é un esempio. Non soltanto per la sua capacità di diventare quasi co autrice di un classico che sembra aver esaurito ogni spazio vuoto, ma anche per la sua libertà di pensiero che la porta a leggere un scenario che potenzialmente potrebbe essere stato sempre lá, ma nessuno lo aveva mai visto prima.

La prima scena illustrata che apre il libro è la presentazione della noia di Alice. La maggior parte degli artisti l’hanno immaginata seduta su un prato, invece lei la colloca in una comoda poltrona.

Anche Chris Riddell ci offre svariate dimensioni interpretative. A parte il fatto di essere il primo nella storia a creare un cappellaio matto donna, nella stessa scena iniziale dove si descrive la noia di Alice mentre sente sua sorella che legge un libro senza figure, vediamo che c’è anche una terza bambina. Lewis Carroll non aveva specificato ma neanche escluso un’altra presenza. Cosí Ridell ha invitato nel libro anche la terza sorella.

Sfogliando le varie edizioni di Alice nel paese delle meraviglie, noteremo che ci sono delle scene chiavi che vengono riprese quasi da tutti gli illustratori.

Si può pensare che questo sia legato sempre alle edizioni originali, però la questione è molto più complessa in quanto tante scene nella edizione originale mancano ( appunto la scena iniziale della noia) sono diventate importanti con gli approfondimenti dell’opera di Alice nel paese delle meraviglie da varie discipline. Le illustrazioni in tante occasioni sono necessarie per mettere l’accento su scene precise che portano il peso di un pensiero profondo, di una teoria o chiave semantica. Mettere l’accento sulla noia di Alice serve a soffermarsi a pensare al fenomeno e di conseguenza capire la logica che la porta nel Paese delle Meraviglie.

Alice nel paese delle meraviglie è stato costruito sulla base della logica matematica. Carroll ha costruito il monologo e il dialogo servendosi del ragionamento puro che esiste nella base della logica (intesa come disciplina filosofica).

“E Chi sei tu?” disse il bruco.
Come inizio di conversazione non era incoraggiante. Alice rispose, un po’ imbarazzata : “Ehm… veramente non saprei, signore, almeno per ora… cioè, stamattina quando mi sono alzata lo sapevo, ma da allora credo di essere cambiata diverse volte”.

In questa bellissima scena dove Alice viene interrogata da un bruco maleducato che pretende risposte, abbiamo il quadro completo di quello che Caroll voleva rappresentare. Una bambina che veniva interrogata sulla sua identità. “Chi sei” é in questo caso la domanda: cosa diventerai, cosa vuoi diventare?
Una domanda/pretesa aggressiva che gli adulti pongono sempre ai bambini/ragazzi.

Un tableau della vita sociale e del mondo interiore, della inquietudine e la sensazione di disorientamento in un età delicata dove si fa il passaggio dall’infanzia nel mondo degli adulti.

La Alice della storia aveva 6 anni e mezzo, ma la verrà Alice Liddel aveva 11 anni. Il libro è stato scritto per lei, ma ha oltrepassato i confini non solo del tempo ma anche dell’età.

Per ulteriori approfondimenti vi invito a guardare il video in basso e visitare il blog di Stefania Ciocca.

You may also like

Leave a Comment